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Disturbi Specifici di Apprendimento

In questa pagina si fa uso del carattere OpenDyslexic3 ad alta leggibilità.

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La sigla DSA sta per Disturbo Specifico dell’Apprendimento ossia DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA che hanno la caratteristica di essere specifiche ovvero il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.

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Tale disturbo è determinato da un’alterazione neurobiologica ossia una disfunzione nel funzionamento di alcuni gruppi di cellule deputate al riconoscimento delle lettere-parole e il loro significato. Spesso i soggetti interessati non presentano uno solo dei disturbi ma due o più che vengono perciò detti in COMORBILITA’.
Per avere quindi una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento il soggetto NON DEVE PRESENTARE:

  • deficit di intelligenza
  • problemi ambientali o psicologici
  • deficit sensoriali o neurologici. 

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La DISLESSIA si manifesta come difficoltà nel leggere velocemente e correttamente ed elaborare e capire ciò che si legge. Comprendere la fatica di un soggetto dislessico nel leggere o scrivere è difficile perché questi atti sono considerati semplici e automatici.
Il soggetto dislessico, poiché legge e scrive impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie, dal momento che non lo fa in maniera automatica, si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro e la difficoltà spesso investe anche la comprensione del testo scritto. Gli errori caratteristici nella lettura e nella scrittura sono l’inversione di lettere e di numeri (es. 21 – 12) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d). Ha difficoltà ad imparare le tabelline e le informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali: destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni; lettura dell’orologio.

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La DISORTOGRAFIA è la difficoltà nel tradurre in segni grafici i suoni corrispondenti, pur possedendo un linguaggio adeguato sul piano della pronuncia lessicale e delle capacità espressive. Sostanzialmente significa commettere un numero di errori ortografici superiore alla normalità.

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La DISGRAFIA consiste nella difficoltà di riproduzione grafica di segni alfanumerici e nella ridotta capacità di orientamento nello spazio grafico (es. mancato rispetto di margini e righe, spazi irregolari tra i grafemi).

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La DISCALCULIA consiste nella difficoltà nell’esecuzione dei calcoli o, più in generale, nell’apprendimento dell’aritmetica.

COSA FARE NEL CASO SI ABBIA IL SOSPETTO DI TROVARSI DI FRONTE AD UN DSA?

Quando qualcuno (genitore o insegnante) sospetta di trovarsi di fronte ad un soggetto dislessico è importante che venga fatta, al più presto una valutazione diagnostica.
La diagnosi deve essere fatta da specialisti esperti, mediante specifici test. Ci si può rivolgere al SSN oppure a soggetti privati accreditati. Il professionista redige un referto scritto indicando il motivo dell’invio, i test utilizzati e la diagnosi conclusiva.
I dislessici hanno un diverso modo di imparare ma comunque imparano.

OTTENUTA LA DIAGNOSI COSA BISOGNA FARE?

Dal 2010 esiste la L.170 che definisce i disturbi specifici di apprendimento e prevede delle misure atte a permettere a questi soggetti il raggiungimento del successo scolastico.

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Gli alunni che presentino quindi disturbi specifici di apprendimento possono usufruire di misure dispensative e strumenti compensativi e di una didattica personalizzata.

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Tali misure e strumenti sono contenuti in un PDP.

COS’E’ IL PDP?

Il DM 12 luglio 2011 e le Linee Guida prevedono la stesura di un PDP acronimo di PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO. Si tratta di un documento che garantisce all’alunno  una didattica il più possibile funzionale al suo modo di apprendere. Viene predisposto dagli insegnanti sulla base dei seguenti dati:

  • diagnosi fornita, che deve essere il più aggiornata possibile (soprattutto nel passaggio da un ordine di scuola all’altro)
  • documentazione fornita dalla scuola precedente
  • osservazione dell’alunno in classe durante le ore di lezione

Viene condiviso con la famiglia e sottoscritto da entrambe le parti. Oltre alle misure dispensative e strumenti compensativi, contiene anche i metodi di verifica e i criteri valutativi.

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Ogni scuola adotta un suo modello di PDP (qui il link) elaborato in conformità alla L. 170/2010 e successivi Decreti Ministeriali, Linee Guida e Decreti Attuativi.
Il Piano, una volta elaborato e sottoscritto, è sottoposto a monitoraggio continuo: ciò significa che può essere modificato al variare delle esigenze dell’alunno.

PER APPROFONDIMENTI

art. 5 Legge 170/2010 e strumenti dispensativi e compensativi

modello di PDP dell’ITIS Rossi

software e siti web a sostegno del lavoro domestico

scarica il carattere OpenDyslexic3 per una più alta leggibilità

come installare i font su Windows o su MAC

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Stelle sulla terra – maestro spiega la dislessia alla sua classe attraverso dislessici famosi

Che cos’è il PDP

Guida di sopravvivenza per famiglie con ragazzi DSA

Tutti a bordo dislessia

BES Circolare Ministeriale n°8 del 6 marzo 2013

DSA Legge 170 del 2010

DSA Decreto 5669 del 12 luglio 2011

BES Direttiva del 27 dicembre 2012

 

A CHI RIVOLGERSI PER I DSA ALL’ITIS ROSSI?

Referente per il Successo Scolastico
prof.ssa D. Longo dlongo@itisrossi.vi.it